Ritenuta d’Acconto Prestazione Occasionale – Come si Calcola e Quando si Applica

Le prestazioni occasionali sono rapporti di collaborazione tra un individuo, chiamato collaboratore, e un soggetto cosiddetto committente. Si considera occasionale quella prestazione, la cui durata con lo stesso committente non supera i 30 giorni nell’anno solare e per la quale è previsto un compenso netto non superiore ai cinquemila euro all’anno. Attenzione a una differenza non di poco conto: un collaboratore può svolgere attività di prestazioni occasionali in favore di più soggetti committenti, sforando complessivamente i 30 giorni lavoratori nell’arco dell’anno solare. Il limite, infatti, vale nei confronti di un solo committente, per cui se, per ipotesi, nello stesso anno si sono avuti 3 rapporti di collaborazione occasionale con altrettanti committenti, il numero massimo dei giorni lavorati può arrivare a 90, ossia a 30 per ciascuno dei 3.

Diversa è, invece, la questione attinente ai compensi. Il limite dei cinquemila euro netti all’anno è quello che il collaboratore dovrà avere complessivamente, indipendentemente dal numero delle collaborazioni e dei committenti con cui collabora. Quindi, nel caso di cui sopra, le tre diverse collaborazioni non potranno superare nel loro insieme il limite fissato dalle norme.

Il compenso lordo è gravato da una ritenuta d’acconto del 20%. Questa vale, come fa intuire la stessa espressione, a titolo di acconto per il versamento dell’Irpef. La ritenuta è liquidata dal committente, il quale versa così al collaboratore il compenso netto, ossia detratta la somma trattenuta con la ritenuta.

Bisogna però fare una distinzione tra tre categorie di committenti verso i quali è possibile emettere una ricevuta per prestazione occasionale.
-Privato.
-Azienda o Libero Professionista con Partita Iva in Italia.
-Privato o Azienda residente o con sede all’estero.

Nel caso di clienti privati italiani, la ricevuta deve essere emessa senza ritenuta d’acconto.
Il motivo è da individuare nel fatto che questi, come privati, non sono sostituti d’imposta.
Il sostituto d’imposta è chi paga le tasse al posto nostro. Nel caso di un’azienda, quando opera come sostituto di imposta, questa ha il compito di versare le tasse per la prestazione che non saranno poi addebitate per la dichiarazione dei redditi.
Un privato non può ovviamente fare questo.

Lo stesso vale nel caso in cui il cliente sia un privato o un’azienda che si trova all’estero.
Questi soggetti non agiscono in Italia e non possono operare come sostituto d’imposta.

Solo nel caso in cui il committente sia un’azienda o un libero professionista con Partita Iva in Italia viene emessa una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.

Facciamo un esempio, ipotizziamo che Mario Rossi abbia stipulato con una compagnia telefonica una collaborazione, finalizzata alla rilevazione di dati sul grado di soddisfazione della clientela, relativamente a una data città. In sostanza, Mario Rossi, il collaboratore, dovrà contattare i clienti della compagnia e somministrare loro un questionario prestampato, grazie al quale rileverà le loro preferenze e il loro giudizio sul servizio. Immaginiamo che per tale collaborazione, gli sia stato garantito un compenso lordo di 3.500 euro, comprensivo delle eventuali spese per lo svolgimento della collaborazione medesima e che l’attività debba essere svolta nel periodo 01/07/2015 fino al 28/07/2015.

Il limite temporale è stato così rispettato, così come anche il limite del compenso massimo erogabile. A questo punto, la compagnia gli verserà il compenso, alla fine del periodo dell’attività svolta, trattenendo dalla somma il 20%. Dunque, il calcolo è semplice: il compenso netto sarà pari a 3.500 x 0,80 = 2.800 euro. Ciò, perché la ritenuta d’acconto è il 20% di 3.500 euro, ossia 700 euro.

Il committente dovrà versare al Fisco i 700 euro entro il 16 di agosto, utilizzando il modello F24. Il collaboratore, è chiaro, dovrà avvertire il primo nel caso in cui con l’erogazione del compenso pattuito, egli superi il limite dei cinquemila euro netti annui derivanti da tutte le prestazioni occasionali svolte nello stesso anno solare. Tale comunicazione è dovuta, in quanto è ovvio che il singolo committente non disponga delle informazioni per sapere se il collaboratore abbia intrattenuto nel periodo altre attività di collaborazioni occasionali e se sì, per quali importi complessivi.

Il committente è altresì tenuto al versamento di una marca da bollo di 1,81 euro, da apporre sulla ritenuta d’acconto del collaboratore, qualora la somma erogata con essa sia superiore a 77,47 euro.

Si consideri che tale ritenuta sarà rimborsata al collaboratore, nel caso in cui il suo reddito complessivo dichiarato nell’anno d’imposta risulti essere tale, per cui l’Irpef versata è stata superiore a quella che avrebbe effettivamente dovuto pagare. Ovviamente, il presupposto per ottenere un rimborso è di presentare la dichiarazione dei redditi, anche quando essa non è obbligatoria, altrimenti si perde il diritto a riscuotere il credito verso lo stato.

Quando si deve utilizzare la ritenuta d’acconto. Essa è dovuta per i compensi liquidati per prestazioni di lavoro autonomo e occasionale, anche sotto forma di partecipazione agli utili; per prestazioni rese a terzi; per l’assunzione di obblighi di fare, di non fare e di permettere; sugli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione, quando l’apporto dell’associato è unicamente quello per prestazione lavorativa; per gli utili in favore di promotori e soci fondatori di S.p.A., in accomandita per azioni e per S.r.l.; per i redditi derivanti dalla cessione dei diritti d’autore e opere di ingegno.

La ritenuta sale al 30% per i compensi liquidati verso soggetti non residenti per l’uso economico di opere di ingegno, invenzioni industriali, brevetti e similari.

La base imponibile per il calcolo della ritenuta è costituita dai compensi professionali, i rimborsi a più di lista per le spese di alloggio, viaggio e vitto, le spese documentate e anticipate dal professionista e rimborsate dal committente, ove finalizzate allo svolgimento della collaborazione.