Marca da Bollo su Ricevuta per Prestazione Occasionale

La prestazione occasionale è una collaborazione senza vincolo di subordinazione, che un soggetto, detto collaboratore, può svolgere per un altro soggetto, detto committente, nei limiti posti dalle norme sul lavoro. Poiché tali prestazioni sono esentate dal versamento dei contributi previdenziali, al fine di evitare abusi è stato posto un tetto al loro utilizzo, essi possono prevedere fino a un massimo di 30 giorni lavorativi nell’arco dell’anno solare con lo stesso committente, mentre indipendentemente dal numero di collaborazioni svolte con vari committenti, il compenso massimo netto che il collaboratore può percepire nell’anno è di cinquemila euro. Se uno dei due limiti viene superato, la prestazione non è più considerata occasionale.

Bisogna fare attenzione al fatto che il limite temporale è rivolto al singolo committente, per cui se un soggetto collabora, per ipotesi, con 5 committenti, egli potrà svolgere prestazioni fino a complessivi 150 giorni nell’arco dello stesso anno. Il tetto al compenso, invece, è generale: se si sono svolte 5 collaborazioni con altrettanti committenti, resta fissato il limite dei cinquemila euro neti, dato dalla somma di tutte le collaborazioni.

Il collaboratore deve redigere una ricevuta per prestazione occasionale, che va inviata al committente, anche se spesso capita che sia quest’ultimo ad occuparsi di questa fase burocratica. Nella ricevuta va indicato, anzitutto, il numero progressivo, i propri estremi identificativi, l’indirizzo di residenza, il codice fiscale, oltre che il nome e cognome (denominazione o ragione sociale, se si tratta di una società) di chi ha effettuato il pagamento, il suo indirizzo di residenza o sede, il codice fiscale, nonché l’indicazione del compenso lordo ricevuto e anche di quello netto. Il compenso netto è pari all’80% di quello lordo, visto che le prestazioni occasionali sono sottoposte a una ritenuta d’acconto del 20% sul lordo, se il committente è un’azienda o un libero professionista con Partita Iva.

Pertanto, se il compenso liquidato è stato, ad esempio, di 1000 euro lordi, il compenso netto sarà di 800 euro. Il collaboratore dovrà anche indicare in riferimento a quale periodo viene effettuato il pagamento del compenso.

Se l’importo di risulta essere superiore a 77,47 euro, il collaboratore dovrà apporre sulla ricevuta anche una marca da bollo da 2 euro a suo carico. L’assolvimento dell’imposta di bollo non è dovuto per compensi inferiori a questo importo.