Ricevuta per Prestazione Occasionale – Modello e Guida

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di ricevuta prestazione occasionale.

La prestazione o collaborazione occasionale consiste in un’attività di breve periodo e in favore di un committente, senza vincoli si subordinazione nei confronti di questo, con la conseguenza che il collaboratore non è tenuto a lavorare in orari prefissati e imposti da questi e a esercitare la sua attività in un preciso luogo, salvo che l’orario o il luogo specifici siano in sé determinanti alla realizzazione della finalità della collaborativa stessa.

Le norme regolano tali prestazioni e fissano alcuni paletti. Si considera occasionale quella collaborazione svolta con il medesimo committente per un periodo non superiore a trenta giorni nell’arco dell’anno solare. Nel caso di attività occasionali esercitate con più committenti, il limite temporale si ha verso il singolo committente. Per esmpio, un informatico collaboratore con tre società differenti nell’anno 2015 per la realizzazione di portali sul web. Con ciascuno potrà svolgere la sua attività fino a 30 giorni, per cui potrà complessivamente, nel caso di sopra, effettuare fino a 90 giorni di collaborazione occasionale complessiva.

Esiste, però, un altro limite posto dalle norme sul lavoro, la collaborazione è da ritenersi occasionale se non supera il tetto dei 5000 euro netti all’anno. Attenzione, a differenza del vincolo temporale, quello reddituale vale complessivamente, per cui i 5000 euro netti all’anno dovrebbero essere il tetto per tutte e 3 le collaborazioni svolte nell’anno, non con riguardo alla singola.

I limiti sono stati fissati per evitare abusi contrattuali, dato che le prestazioni di lavoro occasionali sono esentati dal versamento dei contributi previdenziali. Superato almeno uno dei due limiti, però, la prestazione da occasionale si considera continuativa e risulta essere soggetta al versamento dei contributi previdenziali.

Queste forme di lavoro sono abbastanza diffuse negli ultimi anni in Italia, poiché consentono vantaggi reciproci alle parti contrattuali. Il committente potrà avvalersi di una collaborazione temporanea, specifica, senza le incombenze burocratiche relative a un’assunzione pur a tempo determinato, inclusi i connessi costi e rischi.

Al collaboratore serve per arrotondare, magari trattandosi di una casalinga, uno studente, un lavoratore o un pensionato. Ovviamente, bisogna anche fare attenzione che il gioco valga la candela. Poiché si tratta pur sempre di un reddito aggiuntivo, sarà tassato con l’aliquota Irpef relativa allo scaglione in cui ricade tale reddito supplementare, che sommandosi agli altri percepiti potrebbe portare la tassazione a livelli elevati, tali da non rendere molto allettante il compenso derivante dalla collaborazione.

Il collaboratore è tenuto formalmente a emettere una ricevuta per la prestazione eseguita. Essa deve essere firmata e inviata al committente. Vediamo cosa deve contenere una ricevuta d’acconto, relativa all’esecuzione dell’attività svolta. Anzitutto, il luogo e la data della collaborazione, oltre al numero progressivo della ricevuta. Questo non è altro che l’indicazione della collaborazione svolta nell’anno con lo stesso committente . Seguono gli estremi identificativi del collaboratore, ovvero il suo nome, cognome, la data e il luogo di nascita, il codice fiscale.

Dopo vanno riportati il nome, cognome, la residenza e il codice fiscale del committente. Se si tratta di un’azienda, bisogna riportare la sua denominazione o ragione sociale e la sede. Successivamente ancora, bisogna specificare il tipo di prestazione eseguita, oltre che in quale periodo di riferimento, al fine anche di monitorare il superamento o meno del vincolo temporale fissato per questo tipo di collaborazione.

A questo punto dobbiamo fare una distinzione tra la ricevuta per prestazione occasionale emessa in caso di committenti con Partita Iva e quella emessa in caso di committenti privati, che non dispongono quindi di Partita Iva.

Risulta essere possibile individuare tre categorie di clienti verso i quali è possibile emettere una ricevuta per prestazione occasionale.
-Privato.
-Azienda o Libero Professionista con Partita Iva in Italia.
-Privato o Azienda residente o con sede all’estero.

I tipi di ricevuta che possono essere emessi risulta essere due e per ogni tipologia mettiamo a disposizione un fac simile da scaricare
-Ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.
-Ricevuta per prestazione occasionale senza ritenuta d’acconto.

Vediamo più nel dettagli quando si utilizzano i due modelli, a seconda del tipo di cliente.

Nel caso di clienti privati italiani, la ricevuta deve essere emessa senza ritenuta d’acconto.
Il motivo è da individuare nel fatto che questi, come privati, non sono sostituti d’imposta.
Il sostituto d’imposta è chi paga le tasse al posto nostro. Nel caso di un’azienda, quando opera come sostituto di imposta, questa ha il compito di versare le tasse per la prestazione che non saranno poi addebitate per la dichiarazione dei redditi.
Un privato non può ovviamente fare questo.

Lo stesso vale nel caso in cui il cliente sia un privato o un’azienda che si trova all’estero.
Questi soggetti non agiscono in Italia e non possono operare come sostituto d’imposta.

La ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto deve quindi essere utilizzata solamente nel caso in cui il cliente sia un’azienda o un libero professionista con Partita Iva.
In questi casi, va riportato il compenso lordo, l’importo della ritenuta d’acconto, pari al 20% del lordo, oltre che il compenso netto erogato. Esempio, compenso lordo = 1.000 euro, la ritenuta d’acconto sarà pari a 200 euro, 20% di 1000, e il compenso netto risulta così pari a 1000 – 200 = 800 euro.

Il committente è tenuto a versare al Fisco la ritenuta d’acconto entro il 16-esimo giorno successivo al mese dell’avvenuta prestazione. Questa ritenuta sarà, come dice la stessa espressione, a titolo di acconto, mentre il collaboratore, dichiarando il compenso con la dichiarazione dei redditi, potrà risultare creditore o debitore verso l’amministrazione finanziaria.

Ricevuta Prestazione Occasionale con la Ritenuta d’Acconto

Ricevuta Prestazione Occasionale senza la Ritenuta d’Acconto